Ginocchio, gli interventi conservativi


Le deformazioni minori fanno parte dei fattori di rischio dell’artrosi.
La loro correzione rispetta l’articolazione naturale e si distingue così dalla chirurgia radicale di protesi.
E’ interessante soprattutto quando si tratta di una chirurgia di carattere definitivo.

A livello del ginocchio, le deformazioni ossee causano la variazione delle sollecitazioni meccaniche, responsabili di un sovraccarico articolare parziale.


Queste deformazioni possono concernere l’articolazione femoro-tibiale (ginocchio varo o valgo) e/o l’articolazione femoro-rotulea (sublussazione patellare)

Osteotomia tibialeNel caso di una deformazione in varo o in valgo, dopo valutazione dell’asse dell’arto inferiore sulla teleradiografia, possiamo proporre al paziente un intervento di osteotomia tibiale, il cui scopo è di riallineare femore e tibia al fine di ritrovare una distribuzione soddisfacente del peso sul compartimento femoro-tibiale mediale o laterale. Si tratta di un intervento extra-articolare per il quale è necessario un ricovero di breve durata e una ripresa del carico sull’arto operato dopo circa 3 settimane.

La ripresa progressiva dell’appoggio permette un ritorno alla vita attiva nei 2-3 mesi successivi.

Trasposizione tuberosità tibialeNel caso di una sublussazione-patellare, l’obiettivo è triplo:

  • decomprimere la rotula (avanzamento),
  • ritrovare un asse frontale soddisfacente (medializzazione)
  • e ridurre la rotazione laterale (derotazione).

Generalmente noi realizziamo un’osteotomia di derotazione-medializzazione-avanzamento della tuberosità tibiale anteriore.

Questo intervento extra-articolare permette la ripresa immediata del carico con la protezione di un tutore e di 2 stampelle per 21 giorni.

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