Sostituzione protesi d’anca: il materiale


Il cotile


Mobilizzazione cotileQuando è necessario realizzare una sostituzione di cotile su protesi d’anca spesso ci troviamo davanti a gravi danni ossei dovuti al riassorbimento osseo intorno all’impianto mobilizzato.

Diversi tipi di materiale ci aiutano a risolvere al meglio questi problemi.


  • Cotile doppia mobilità press-fit con viti
    Il cotile a doppia mobilita è concepito per ridurre al massimo il rischio di lussazione della protesi (la complicazione più frequente). Esiste in due modelli: con fissazione diretta in pressione detta “press-fit”, con fissazione “press-fit” e viti periferiche per migliorare la stabilità primaria.
  • Cotile con interfaccia macroporosa
    I cotili con interfaccia macroporosa sono una soluzione alternativa alla cementazione.
  • Cotile doppia mobilità cementata
    Il cotile a doppia mobilità cementato è la soluzione d’eccezione per i casi particolari.

La costante evoluzione del materiale e della tecnica chirurgica permette attualmente di realizzare protesi d’anca di revisione con un materiale meno invasivo e più duraturo dell’impianto precedente.

Controllo post-revisioneMobilizzazione bipolare di protesi cementataA lato una protesi cementata (cotile e stelo) con viti di rinforzo e coppia di frizione metallo-polietilene è stata sostituita dopo 19 anni da una protesi non cementata press-fit con coppia di frizione ceramica-ceramica.

Lo stelo


La sostituzione dello stelo di una protesi d’anca è un intervento importante che comporta due tempi: la rimozione del vecchio stelo e il posizionamento del nuovo.

Per quanto riguarda l’estrazione, la sua difficoltà dipende dal modo di fissazione dello stelo da cambiare.

Frattura per-operatoria e osteosintesiScollamento stelo femorale con osteolisiNel caso di uno stelo cementato (la quasi totalità delle protesi degli anni 70-80), il cemento invecchiando si modifica e si scolla, creando una sofferenza dell’osso circostante ed il suo assottigliamento. La rimozione della protesi in questi casi è pericolosa e si può complicare con frattura per-operatoria.

Nel caso di uno stelo non cementato, la mobilizzazione della protesi è spesso incompleta e i punti d’aderenza rimanenti rendono difficile l’estrazione della medesima.

Per quanto riguarda l’inserimento della nuova protesi, è necessario raggiungere una buona aderenza dello stelo di revisione e colmare i deficts rimasti dopo l’estrazione.

Stelo di revisione non cementatoQuesti obiettivi possono essere raggiunti con la cementazione dell’impianto o con uno stelo di revisione più lungo a fissazione biologica (titanio poroso o idrossiapatita di calcio).

La nostra evoluzione ci ha portato alla sostituzione senza cemento, per evitare di danneggiare ulteriormente il tessuto osseo.


Stelo di revisione non cementato con oteotomia femorale e viti distaliPer evitare le fratture per operatorie, utilizziamo nella quasi totalità dei casi la tecnica dell’osteotomia femorale che ci permette di rimuovere facilmente lo stelo, di procedere alla rimozione del cemento intra diafisario con l’aiuto di un micromotore ad alta velocità e di praticare una scultura interna metafiso-diafisaria per preparare l’alloggio del nuovo stelo.

Per noi la revisione della protesi d’anca oggi deve riavvicinarsi ad una situazione paragonabile ad un primo impianto. Per questo, dobbiamo ottenere un osso vivo senza residui di cemento, un riempimento massimale del cotile e del femore, una correzione della dismetria e una ripresa precoce del carico.

Stelo e cotile di revisione non cementati con coppia di frizione ceramica-ceramica

Il rispetto del capitale osseo e muscolare è il miglior garante della stabilità della protesi e della sua longevità.
Nostro scopo è non creare situazioni incontrollabili nel futuro.

LuciaSostituzione protesi d’anca: il materiale