Sostituzione protesi d’anca: parziale o totale


La sostituzione di una protesi totale di anca può essere necessaria quando:

  1. sopravviene una frattura del femore in cui è impiantata una protesi;
  2. esiste l’usura delle componenti articolari, più spesso il cotile (70%);
  3. sopravviene la mobilizzazione di una o più componenti fissate al tessuto osseo;
  4. sopravviene un’infezione sulla protesi. In questi casi particolari può essere necessario effettuare la sostituzione in due tempi.
    Il primo tempo consiste nella rimozione della protesi, la realizzazione di prelievi batteriologici ed il posizionamento di uno spaziatore di cemento con antibiotici. Il trattamento antibiotico sarà guidato dai risultati dei prelievi batteriologici e dovrà essere proseguito in ogni caso per 6 mesi con controlli biologici periodici.
    Il secondo tempo verrà realizzato a distanza di 2 o 3 mesi, una volta che si saranno normalizzati i parametri di flogosi, e consiste nella rimozione dello spaziatore e nel re-impianto di una nuova protesi.

L’evoluzione delle tecniche chirurgiche e degli impianti protesici permette attualmente di ridurre notevolmente il peso di questo tipo di interventi.

La durata del ricovero nel reparto di chirurgia è di 8-10 giorni, salvo complicazioni, la ripresa del carico parziale avviene dopo 3-4 gioni ed il ritorno alla normalità è previsto tra uno e tre mesi dopo l’intervento.


Questo intervento necessita di una diagnosi precisa che è resa possibile grazie agli esami radiogafici di base e agli esami para-clinici come la scintigrafia ossea e l’esame TC.

I rischi relativi a questo tipo di intervento sono controllati previ esami preoperatori completi e grazie alla scelta di una tecnica chirurgica e al materiale più adatto alla situazione del paziente.

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LuciaSostituzione protesi d’anca